Suonare il pianoforte è il sogno di molte persone che amano questo poliedrico strumento. Molti sono anche i genitori che desiderano dare ai propri figli una formazione musicale valida e adeguata ad assecondare o far nascere la passione per il pianoforte. Ma come fare a scegliere il maestro di pianoforte giusto? Ecco alcuni consigli per aiutarvi nella ricerca!

Esperienza didattica del maestro

La prima cosa da osservare quando ci si appresta a scegliere un maestro di pianoforte non è tanto la preparazione musicale che, sarà verificata in un secondo momento, ma l’attitudine all’insegnamento. Questa caratteristica è molto importante visto che questa persona dovrà passare molto tempo con voi o, a maggior ragione con vostro figlio. Per insegnare non serve solo conoscere la materia (dettaglio anch’esso non trascurabile) ma è necessario avere anche molta pazienza verso chi, dovendo imparare una nuova materia, avrà la necessità di sentirsi ripetere più volte le stesse cose.

Gli allievi non sono tutti uguali e un bravo maestro di pianoforte deve riuscire a capire le potenzialità dell’allievo e deve saper comprendere quale metodo è più adatto per facilitare il suo apprendimento. Un neodiplomato al conservatorio, anche se molto bravo a suonare, potrebbe non essere in gradi di insegnare e potrebbe sentirsi spaesato di fronte ad allievi, talvolta bambini che vanno in crisi.

Gli insegnanti senza esperienza solitamente parlano poco e non danno spiegazioni sufficienti a comprendere bene i concetti. Per studiare musica e in particolare il pianoforte, la teoria è necessaria quanto la pratica. Attraverso la parola l’insegnante deve trasmettere le sue conoscenze e stimolare l’allievo, saper spiegare e saper ascoltare sono due parti fondamentali dell’insegnamento. Queste sono cose che si imparano con l’esperienza quindi meglio prediligere maestri di pianoforte che abbiano pregressi significativi in tal senso.

Capacità musicali di un insegnante di pianoforte

La validità di un maestro di pianoforte non è semplice da riconoscere a meno che il richiedente abbia esperienza nel settore e sappia quindi valutare la preparazione e la capacità del soggetto. In caso contrario si può chiedere al maestro per quanto tempo abbia insegnato prima di giungere a voi, quanti ragazzi ha aiutato a diplomarsi oltre a specificare l’età degli allievi a cui è solito insegnare. Questi dati sono importanti a capire l’esperienza che ha maturato e la sua effettiva capacità ad insegnare la musica.

Il fatto che sia diplomato è un valore aggiunto, naturalmente, una garanzia di conoscenza della materia. Meglio ancora che il maestro di musica abbia esperienza in fatto di concerti ed esibizioni musicali in quanto potrà aiutare gli allievi ad affrontare il pubblico. L’ansia da palcoscenico non è da sottovalutare ed un bravo maestro di pianoforte, oltre ad insegnare a suonare lo strumento, deve poter dare indicazioni su come affrontare il pubblico. Inoltre se ha eseguito concerti o esibizioni sia singolarmente che all’interno di un’orchestra, il maestro di musica potrebbe fornire video o registrazioni per verificare la veridicità delle sue parole e ascoltare come esegue i brani.

Un altro parametro utile a comprendere la sua bravura è chiedere a conoscenti comuni cosa ne pensano, se hanno avuto esperienze di insegnamento con questa persona in particolare. Si può richiedere una referenza direttamente al Conservatorio o Accademia musicale in cui si è diplomato e ascoltare il parere degli allievi che ha precedentemente avuto sotto la sua guida. Se qualcuno di questi si è diplomato con il suo aiuto ed ha fatto carriera, seguite la sua storia ed osservate il rapporto che questo ed altri allievi mantengono con il maestro.

Le capacità musicali dell’insegnante si vedono nei risultati degli allievi ed un bravo maestro non si ferma a questo ma fa in modo che i suoi studenti lo superino diventando più bravi di lui. Se il maestro di pianoforte a cui vi siete rivolti parla dei suoi studenti in modo positivo esaltandoli è già un segno di bravura sia musicale che, soprattutto, di impartizione di conoscenze.

Teoria e pratica un mix vincente

Un allievo che inizia a suonare il pianoforte, ha bisogno di una base teorica fondamentale per comprendere quello che si deve fare. La teoria insegna a leggere le note sullo spartito, conoscere lo strumento dai tasti alla struttura interno compreso il suo funzionamento.
Quindi è essenziale che le spiegazioni siano chiare e precise ma bisogna tenere conto gli studenti, soprattutto se molto giovani, si potrebbero annoiare se ci si concentra per molto tempo solamente sullo studio teorico. Un bravo maestro questo lo sa, ci è già passato e conosce le dinamiche di chi muore dalla voglia di poggiare le mani sui tasti e strimpellare qualsiasi cosa. Se è un insegnante capace riuscirà a trovare il modo di rendere le lezioni teoriche divertenti alternandole con suonate magari in coppia, anche con i principianti.
Solitamente insegnando all’allievo un piccolo pezzo musicale facile da memorizzare e che da molta soddisfazione all’allievo che si diverte, prende fiducia in sé stesso oltre ad associare il divertimento alle lezioni di pianoforte, anche le più noiose e ripetitive.

Sono pessimi maestri quelli che non si esibiscono mai, non consentono agli allievi di sfiorare i tasti e che quando questo inizia a suonare se ne va in un’altra stanza o si distrae chattando con gli amici. Questi atteggiamenti scoraggiano i neo pianisti che si sentono di troppo, come se stessero dando fastidio al maestro che non apprezza né la loro presenza né gli sforzi che fanno per imparare a suonare. L’allievo che subisce questo comportamento rischia di perdere passione allo strumento o di credersi incapace e noioso. La realtà è che quello non è il maestro giusto o meglio che non si può proprio definire maestro ma che piuttosto dovrebbe cambiare lavoro.

In questa categoria si devono inserire anche quegli insegnanti di pianoforte che accorciano i tempi della lezione, ad esempio invece che fare un’ora di lezione ne fanno 45 o 30 minuti magari passando la maggior parte del tempo suonando loro e non l’allievo. Un bravo maestro si concentra sullo studente anche mostrando con la pratica egli stesso come effettuare alcuni passaggi ma essenzialmente deve essere l’allievo a suonare e lavorare affinché impari e migliori sempre.

Requisiti di un bravo maestro di pianoforte

Imparare a suonare il pianoforte richiede necessariamente conoscenza che deriva da studio, fatica e impegno da parte sia del maestro che dell’allievo. Anche il migliore dei maestri non può fare molto per chi non ha un reale interesse verso lo strumento o la musica in generale. Ma un buon insegnante farà tutto quello che è in suo potere per trovare il modo giusto di comunicare con lo studente in modo da scoprire la chiave che potrebbe aprire le porte dell’anima musicale anche negli elementi più difficili.

Il vero maestro ci tiene che le persone che si affidano a lui imparino a suonare, non ha interesse a mettersi in mostra, quello lo fa nei concerti, la sua principale soddisfazione viene dal fatto di riuscire a trasferire le sue conoscenze all’allievo e soprattutto a far uscire il talento che è dentro ad ognuno. I risultati mostrano quanto sia stato capace di far comprendere e amare il pianoforte e la musica.

Come disse il pianista statunitense Keith Jarret: “Il bravo maestro è colui che vuole che tu impari a suonare e si impegna per insegnartelo”.

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